Dal 23 al 25 ottobre la città di Perugia diventa il palcoscenico della X edizione del KUM! Festival, un progetto ideato dallo psicoanalista Massimo Recalcati e curato scientificamente dal filosofo Federico Leoni. Il tema centrale, “la tentazione della violenza”, invita a esplorare le origini, le forme e le possibili vie di rottura di una dinamica che permea politiche, relazioni familiari e spazi digitali.
Il festival è sostenuto dal Comune di Perugia, dalla Fondazione Perugia e dalla Regione Umbria; Confcommercio Umbria partecipa come partner principale in occasione del 30° anniversario del suo polo formativo, collaborando con Innovazione Terziario e l’Università dei Sapori. Questa alleanza rende l’evento un vero incrocio tra cultura, innovazione e sviluppo territoriale.
Programma della seconda giornata: sabato 24 ottobre
La giornata inizia alle 9:15 nel Salone Notari del Palazzo dei Priori con la lectio di Mauro Grimoldi, psicologo, dal titolo “Bruciare il nido. Le aggressioni agli oggetti d’amore”. Grimoldi analizza la violenza adolescenziale all’interno dei legami familiari, interrogandosi sulle fragilità emotive che possono trasformare l’amore in aggressione.
Alle 10:00, nell’Auditorium San Francesco al Prato, il filosofo Roberto Esposito offre “La macchina metafisica del fascismo”. Esposito descrive il fascismo non solo come regime storico, ma come una macchina del consenso capace di alimentare polarità opposte e di perpetuare violenza anche a distanza di decenni.
Intelligenza artificiale e violenza quotidiana
Alle 11:15, al Teatro del Pavone, il giurista Massimo Durante apre una discussione intitolata “Violenza e intelligenza artificiale nella vita quotidiana”, in sinergia con l’iniziativa Orizzonti Digitali – L’era della co-intelligenza. Durante mette in luce come gli algoritmi possano amplificare discriminazioni o, al contrario, favorire riconoscimento e responsabilità.
Alle 12:00, nella Sala delle Colonne di Palazzo Graziani, la psicoterapeuta Micaela Ucchielli e il filosofo Luca Taddio dialogano sulla violenza nel mondo digitale, esplorando forme sottili di coercizione attraverso il controllo dell’informazione e della produzione di senso.
Riflessioni su perdono, salute e relazioni
Il pomeriggio prosegue alle 14:15 nella stessa sala con Roberto Mancini, che rievoca il pensiero di Gandhi, interrogandosi su amore politico, non-violenza e giustizia. Il discorso di Mancini cerca di tradurre i principi gandhiani in strategie concrete per trasformare conflitti in forme di scontro non-violento.
Poco dopo, alle 14:30, la filosofa spagnola Marina Garcés, nel Salone Notari, esamina il legame tra adulazione e violenza, dal contesto delle corti rinascimentali alle dinamiche dei social network e dei chatbot, evidenziando come il potere si manifesti spesso attraverso forme di servitù algoritmica.
Alle 15:45, il padre Guidalberto Bormolini, al Teatro del Pavone, propone una riflessione sul perdono quale possibile forma di cura e liberazione, sottolineando la sua natura paradossale e il potenziale di trasformazione personale e collettiva.
Violenza in ambito sanitario
Alle 16:00, sempre nel Salone Notari, la responsabile del Centro regionale Veneto di Terapia del Dolore e Cure Palliative Pediatriche, Franca Benini, insieme allo psichiatra Michele Rugo e alla responsabile dell’Accademia di Scienze di Medicina Palliativa – ASMEPA, Monica Beccaro, analizzano la violenza in sanità. L’incontro, curato dalla Fondazione Hospice Mt. Chiantore Seràgnoli, affronta le tensioni tra operatori e pazienti, evidenziando la necessità di una comunicazione empatica.
Alle 17:15, nell’Auditorium San Francesco al Prato, lo psicologo Matteo Lancini indaga il ruolo delle relazioni adolescenziali nella prevenzione di solitudine e violenza, mettendo in evidenza l’importanza dei legami autentici e della dipendenza affettiva come elementi di resilienza.
Chiudere con parole di scrittori e registi
Alle 17:30, nella Sala delle Colonne, la filosofa della politica Carlotta Cossutta e la psicoterapeuta Alessia Fusilli de Camillis esplorano le forme di violenza che emergono all’interno di relazioni familiari, suggerendo modalità per riconoscerle e affrontarle.
Alle 18:45, al Teatro del Pavone, lo scrittore spagnolo Manuel Vilas riflette sulla periferia come specchio delle contraddizioni capitalistiche, offrendo uno spaccato di memoria e disuguaglianza nei margini urbani.
La serata culmina alle 21:30, sempre nell’Auditorium San Francesco al Prato, con il regista Matteo Garrone e il critico cinematografico Andrea Bellavita. I due ripercorrono la presenza costante della violenza nella filmografia di Garrone, da L’imbalsamatore a Dogman, dimostrando come il tema sia radicato nella condizione umana.



