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Terni, fiaccolata per Fatiha El Afghani, donna uccisa dal marito

Una fiaccolata accende il cuore di Terni per ricordare Fatiha, 44enne martirizzata dal marito.

Terni, fiaccolata per Fatiha El Afghani, donna uccisa dal marito

Giovedì sera la città di Terni ha vissuto un momento di profonda commozione: centinaia di persone, tra familiari, istituzioni e forze dell’ordine, si sono radunate per una fiaccolata in ricordo di Fatiha El Afghani. La donna, 44 anni, di origine marocchina, era caduta vittima di un femminicidio dopo cinque mesi di agonia in ospedale, durante i quali il marito Mohamed El Messaoudi le aveva inflitto violente martellate a bordo di un autobus di linea nella zona di Stroncone.

Le parole della sorella Laila, che ha concluso l’evento con un appello al futuro, hanno sottolineato il desiderio di impedire che altre donne subiscano la stessa sorte: “Era altruista e amava la vita. Spero che quello che è successo a mia sorella non accada ad altre donne”. Il suo intervento è stato accolto da un silenzioso ma forte segno di solidarietà, con un abbraccio tra le due madri presenti, quella di Fatiha e quella di Ilaria Sula, giovane uccisa dal suo ex.

Dettagli della manifestazione a Terni

L’iniziativa è stata promossa da Terni Donne in collaborazione con La Casa delle Donne, organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti femminili. Il corteo è partito dalla storica piazza della Repubblica e ha attraversato le vie più centrali, creando un percorso di luci tremolanti che ha avvolto la città. Sotto uno striscione con la frase “Libere di essere, libere di vivere”, i partecipanti hanno camminato in silenzio, lasciando che le candele parlassero al posto delle parole.

Il percorso della fiaccolata

Il tragitto ha toccato i principali punti di aggregazione urbana, contribuendo a portare il messaggio di denuncia a un pubblico più ampio. La luce delle candele, riflessa sulle facciate dei palazzi, ha creato un’atmosfera quasi sacra, dove ogni passo rappresentava una promessa di non dimenticare. La partecipazione di rappresentanti istituzionali ha conferito all’evento una forte dimensione civica, sottolineando l’impegno delle autorità locali nella lotta contro la violenza di genere.

Chi era Fatiha El Afghani

Fatiha, nota affettuosamente come Fatina, era madre di una figlia di 13 anni e dedicava la sua vita alla crescita della bambina. La sorella Laila ha ricordato che “Fatiha era una persona molto buona e la sua vita girava intorno alla figlia di 13 anni“. Amiche, vicini di casa e conoscenti hanno sottolineato come fosse apprezzata in Italia per la sua gentilezza e per la sua capacità di instaurare legami solidi nella comunità immigrata.

Il contesto della violenza

Il marito, Mohamed El Messaoudi, operaio quarantaquattroenne, è stato arrestato e ora è detenuto. La sua aggressione è avvenuta a bordo di un autobus di linea, dove ha usato un martello appena acquistato, colpendo la moglie otto volte. La vicenda ha riacceso il dibattito sul ruolo dei braccialetti di protezione e sull’efficacia delle misure preventive per le donne vittime di violenza domestica.

Solidarietà e ricordo di altre vittime

Accanto a Fatiha, la manifestazione ha ospitato anche i genitori di Ilaria Sula, la ventiduenne uccisa dal suo ex compagno. Il gesto di unire le due famiglie ha rappresentato un simbolo potente di solidarietà tra le vittime di femminicidio. Il forte abbraccio tra le due madri ha mostrato come il dolore possa trasformarsi in una spinta collettiva verso il cambiamento, affinché nessun altro debba vivere una tragedia simile.

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