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Bambina in cura a Perugia realizza il sogno di tornare al mare

Una bambina sudamericana in cura a Perugia vive un giorno speciale: una gita al mare realizzata dal Comitato Chianelli per farle rivivere il suo sogno.

Bambina in cura a Perugia realizza il sogno di tornare al mare

Nel cuore della regione umbra, la Struttura complessa di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia accoglie quotidianamente bambini che affrontano lunghi percorsi terapeutici. Tra i tanti ospiti, una piccola di origine sudamericana vive da più di un anno nel Residence Daniele Chianelli una struttura adiacente che fornisce alloggio gratuito e assistenza a tutta la famiglia. Il suo percorso di cura, puramente clinico, è costellato di momenti emotivi: il desiderio di vedere ancora una volta il mare, un luogo che non visita da anni a causa della terapia e dei viaggi verso Perugia.

L’idea di realizzare quel sogno è emersa durante un colloquio con le psicologhe del comitato. Le professioniste hanno ascoltato il desiderio della bambina e hanno compreso quanto una semplice immersione nei flutti potesse rappresentare un potente stimolo psicologico. Dopo aver ottenuto il consenso medico, il Comitato Chianelli ha deciso di organizzare una gita al mare per la piccola e la sua famiglia, trasformando un normale pomeriggio in un’esperienza memorabile.

Il desiderio della piccola di tornare al mare

Durante le sedute con le psicologhe, la bambina ha raccontato con occhi lucidi quanto fosse mancante il suono delle onde e il contatto della sabbia sotto i piedi. Quella memoria sensoriale si era indebolita, ma non era svanita del tutto. Il personale pù’ percepire come quel ricordo potesse fungere da ancora emotiva, capace di sostenere la resilienza durante i trattamenti oncologici. Il progetto è stato quindi impostato non solo come una ricompensa, ma come un vero e proprio intervento di cura olistica che considera il benessere psicologico al pari della terapia farmacologica.

Il ruolo del team multidisciplinare

Il Comitato Chianelli vanta un gruppo variegato di professionisti: assistente sociale, quattro psicologhe, un’educatrice, una nutrizionista, due arteterapiste, due musicoterapeute, mediatori culturali madrelingua, una ortoterapista e un neuropsicomotricista. In occasione della gita, hanno partecipato la psicologa Michela Forconi l’educatrice Veronica Capobianco e il neuropsicomotricista Niccolò Lo Re. Il loro compito non era solo logístico, ma anche quello di garantire un supporto emotivo continuo, monitorando la risposta della bambina agli stimoli ambientali.

La gita al mare: dettagli e emozioni

La domenica mattina, la famiglia ha lasciato il residence a bordo di un’automobile a otto posti, già famigliare per i piccoli ospiti del Chianelli. Dopo un breve viaggio, sono arrivati a Senigallia, dove la spiaggia di “Velluto” offriva sabbia fine e acque placide. La bambina ha potuto per la prima volta in anni immergere i piedi nell’acqua, raccogliere conchiglie e costruire piccole fortezze di sabbia. Il momento è stato descritto dai presenti come carico di gioia pura ma anche di una commozione profonda: vedere un bambino così vulnerabile giocare spensierato ha toccato il cuore di tutti gli operatori.

Impatto sulla famiglia e sulla comunità

I genitori, spesso stanchi e preoccupati, hanno riferito che la giornata ha restituito loro una gran parte di energia emotiva necessaria per affrontare le prossime settimane di terapia. Il Comitato Chianelli ha ribadito che quando un bambino è malato, l’intera famiglia ne sente gli effetti. Per questo, l’assistenza è pensata a 360°, con interventi che vanno dalla nutrizione al supporto culturale, fino alla terapia occupazionale. Il successo di questa gita al mare è stato celebrato come un modello di come la solidarietà e l’attenzione al benessere psicologico possano integrarsi nella pratica clinica.

Il direttore del comitato, Franco Chianelli ha dichiarato: “Quando i nostri operatori mi hanno chiesto di realizzare questo piccolo regalo, ho provato un pizzico di apprensione, ma ho capito che la vera cura non è solo somministrare farmaci, è anche creare momenti di felicità che rinforzano lo spirito dei piccoli pazienti e delle loro famiglie”. Questa esperienza dimostra come la pazienza, la professionalità e la compassione possano trasformare anche la più semplice attività in un atto di medicina umana.

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