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Papa Leo XIV: possibile rinvio al summit per la pace

Il papa Leo XIV, in terapia post‑operatoria, è al centro delle ipotesi su Assisi e sul tour sudamericano.

Papa Leo XIV: possibile rinvio al summit per la pace

Il Papa Leone XIV è stato sottoposto, lo scorso martedì pomeriggio, a una resezione del lobo inferiore destro per rimuovere un adenocarcinoma polmonare. L’intervento, eseguito al Policlinico Gemelli di Roma, si è concluso senza complicazioni e il Pontefice è già passato alla fase di riabilitazione, camminando autonomamente nella stanza e partecipando a una celebrazione eucaristica.

Le prime analisi di sangue e la radiografia toracica indicano un decorso post-operatorio regolare. I medici responsabili, il dott. Luigi Carbone e il prof. Stefano Margaritora, hanno confermato che i valori clinici sono nella norma per questo tipo di procedura. Il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni, ha descritto il Santo Padre come di “buon umore”, segno che il recupero sta procedendo come previsto.

Possibili ripercussioni sul calendario: Assisi il 27 ottobre

Il summit per la pace ad Assisi previsto per il 27 ottobre, raccoglierà i religiosi più rappresentativi del mondo. Il Vaticano, tuttavia, ha risposto alla richiesta di conferma con un cauto “vedremo”, sottolineando che la decisione dipenderà dall’evoluzione clinica del pontefice. A due giorni dall’intervento, il periodo di ricovero previsto è di circa una settimana, iniziato il 13 ottobre, quindi la conferma finale potrebbe arrivare solo nella prossima giornata.

Nel frattempo, le autorità di altri Paesi invitati – tra cui il Perù, l’Argentina e l’Uruguay – hanno manifestato la loro disponibilità a rimandare qualora fosse necessario. Il presidente peruviano Keiko Fujimori ha dichiarato che il Vaticano dovrebbe comunicare tempestivamente eventuali variazioni, poiché il periodo di convalescenza potrebbe protrarsi più a lungo del previsto.

Il viaggio sudamericano in bilico: dal 6 al 17 novembre

Il programma più ambizioso del pontifizio calendario prevede un tour in Sud America dal 6 al 17 novembre, con tappe a Montevideo, Buenos Aires, Lima e persino una visita nella foresta amazzonica peruviana. L’itinerario comprende 15 fermate, oltre 31.000 km di spostamenti in aereo, elicottero e auto, con un passaggio a Cuzco a 3.400 metri d’altitudine.

Il cardinale Daniel Sturla arcivescovo di Montevideo, non esclude che il viaggio possa subire un rinvio, specificando che la decisione finale spetterà ai medici e alla Santa Sede. Altri esponenti – come l’ex presidente colombiano Gustavo Petro e il segretario di Stato americano Marco Rubio – hanno espresso preghiere per la pronta guarigione del Pontefice, ma hanno anche sottolineato l’importanza del viaggio come segno di unità globale.

Reazioni internazionali e messaggi di solidarietà

Le autorità di diversi paesi hanno inviato auguri e preghiere. Il governo cileno ha ribadito la sua vicinanza, definendo il legame con la Santa Sede “lungo e profondo”. In Messico, la Conferenza Episcopale ha invitato i fedeli a intensificare le preghiere, affidando il Papa all’intercessione della Vergine di Guadalupe. Allo stesso modo, l’arcidiocesi di Lima ha chiesto prudenza riguardo a speculazioni sulla visita, ricordando che l’intervento è stato completato con successo.

Nel frattempo, il Vaticano attende i risultati dell’esame istologico, previsti nei prossimi giorni. Questi dati saranno determinanti per definire se il Papa Leone XIV potrà partecipare al summit di Assisi e se il tour sudamericano rimarrà nella sua programmazione originale. Per ora, la speranza è che la salute del Santo Padre continui a migliorare, consentendo di mantenere gli impegni presi con la comunità internazionale.

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