Il 10 ottobre scorso, un’inchiesta ha puntato i riflettori su sei aree della Valnerina etichettate come “senza cure di prossimità”. In risposta, l’Azienda Usl Umbria 2 ha ritenuto necessario fornire chiarimenti per evitare fraintendimenti legati ai dati e per mostrare la reale copertura assistenziale nei territori interessati.
Il nucleo della discussione riguarda i nuovi criteri introdotti dall’Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale del 4 aprile 2024, che hanno ridefinito il concetto di ruolo unico della medicina di base. Questi criteri hanno sostituito la tradizionale separazione tra “medici di famiglia a ciclo di scelta” e “medici a orario”, adottando una valutazione unica che ingloba entrambe le funzioni, comprese le attività di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica).
Il nuovo “ruolo unico” introdotto dall’Accordo Collettivo 2024
Con l’adozione del ruolo unico la determinazione del fabbisogno di personale medico non si basa più solo sul numero di medici di famiglia, ma considera la totalità delle prestazioni offerte al territorio. Il calcolo comprende le ore di servizio dedicate alla continuità assistenziale, le eventuali coperture di emergenza e le attività di assistenza domiciliare. Questo approccio ha quindi prodotto una mappatura diversa delle cosiddette “zone carenti”, in cui sono incluse aree che, pur avendo personale medico, presentano deficit in termini di servizi di continuità oppure di copertura oraria.
L’Usl Umbria 2 sottolinea che, secondo la normativa vigente, queste aree hanno ricevuto interventi mirati per colmare i punti deboli evidenziati dal nuovo algoritmo.
Le azioni concrete dell’Usl Umbria 2 in Valnerina
L’Azienda sanitaria ha attivato diversi strumenti per assicurare che il fabbisogno assistenziale della Valnerina sia pienamente soddisfatto. Tra le misure più rilevanti vi è il trattenimento in servizio di medici oltre il limite del settantesimo anno di età, garantendo continuità operativa in zone dove il ricambio generazionale risulta più lento. Inoltre, sono state autorizzate deroghe ai massimali di scelta fino a 1.800 assistiti consentendo una maggiore flessibilità nella distribuzione dei medici.
Un ulteriore intervento consiste nell’affidamento di incarichi a tempo determinato rivolti soprattutto alle attività di continuità assistenziale, ma anche, quando necessario, al ruolo tradizionale del medico di famiglia. Queste deroghe e incarichi temporanei sono stati introdotti nonostante le note difficoltà di reclutamento a livello nazionale, dimostrando l’impegno dell’Usl Umbria 2 a mantenere gli standard di cura anche nelle aree più remote.
Medicina d’Iniziativa: un modello di prossimità per la Valnerina
Un elemento distintivo della risposta dell’Usl è il progetto di Medicina d’Iniziativa il primo nella regione Umbria a essere avviato dal Distretto della Valnerina. Questo modello prevede una presa in carico proattiva di persone fragili e pazienti affetti da patologie croniche, con interventi di prevenzione, monitoraggio e assistenza svolti direttamente sul territorio. Grazie a squadre multidisciplinari, la rete dei servizi è stata rafforzata, riducendo i tempi di attesa e migliorando la tempestività delle risposte sanitarie.
Nel contesto della Medicina d’Iniziativa, i professionisti operano a stretto contatto con le strutture locali, promuovendo una sanità di prossimità che si adatta alle esigenze specifiche di ogni comunità. I risultati preliminari indicano una diminuzione delle ospedalizzazioni evitabili e un aumento della soddisfazione dei cittadini, dimostrando che, nonostante le etichette di “zona senza cure”, la Valnerina dispone di un sistema di assistenza robusto e in costante evoluzione.



