Il Papa Leo XIV aveva confermato la sua presenza ad Assisi per il 27 ottobre, giorno conclusivo dell’incontro internazionale per la pace, in occasione del quarantesimo anniversario della storica giornata di preghiera promossa da Giovanni Paolo II. Tuttavia, la notizia dell’intervento chirurgico al polmone ha subito sollevato dubbi sulla possibilità di mantenere tale impegno.
Programma della visita ad Assisi e quadro storico
L’appuntamento umbro è inserito nella terza visita del Pontefice nella città serafica in meno di un anno. L’evento, denominato “Pace disarmata e disarmante”, riunisce più di trecento rappresentanti di religioni, culture e istituzioni provenienti da cinquanta-tre paesi. In agenda vi è la preghiera nella Basilica inferiore di San Francesco, una meditazione con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, e un discorso finale rivolto al mondo intero. La partecipazione di Leo XIV è stata annunciata con anticipo, ma al momento non appare ancora nel calendario ufficiale della Santa Sede.
Dettagli organizzativi dell’evento umbro
Il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha specificato che il Papa doveva arrivare subito dopo il pranzo per un saluto privato a esponenti chiave, per poi presiedere la preghiera e poi parlare al pubblico insieme a ottanta leader religiosi. In 13 luoghi diversi di Assisi saranno svolte preghiere simultanee, affiancate da due momenti di meditazione con il Patriarca. La presenza del Pontefice, anche se breve, è considerata il simbolo più forte dell’impegno per la pace.
Condizioni di salute del Pontefice e appuntamento chirurgico
Durante l’Angelus del 27 ottobre, Leo XIV ha comunicato la scoperta di un nodulo al polmone definito “in fase iniziale e ben localizzato”. L’intervento, considerato urgente per eliminare il rischio di evoluzione, è stato fissato per i primi giorni della settimana successiva, presso il Policlinico Gemelli di Roma. La tempistica suggerisce una possibile ammissione già dal 13 ottobre, con una degenza stimata in una settimana, ma la data di dimissione resta ancora da confermare.
Prospettive di recupero
Le dichiarazioni della Sala stampa vaticana hanno indicato un periodo postoperatorio di circa sette giorni, ma hanno sottolineato che la capacità di riprendere impegni pubblici dipenderà dal decorso clinico e dalle valutazioni mediche. Un eventuale ritorno al Vaticano intorno al 20 ottobre potrebbe concedere solo pochi giorni di recupero prima della trasferta ad Assisi, rendendo la decisione di partire particolarmente delicata.
Possibili scenari per la trasferta umbra
In base alle informazioni disponibili, si delineano tre ipotesi: (1) il Papa si riprende rapidamente e parte per Assisi il 27 ottobre, mantenendo il programma originale; (2) la Santa Sede decide di posticipare o cancellare la partecipazione se il periodo di convalescenza si prolunga; (3) si opta per una presenza ridotta, ad esempio un breve saluto o una partecipazione via videoconferenza, per non compromettere la salute del Pontefice.
Impatto sulle altre trasferte papali
Il calendario del Papa prevede inoltre un viaggio apostolico in Sud America dal 6 al 17 novembre, con tappe in Uruguay, Argentina e Perù. Le date di tale viaggio restano confermate, ma la loro realizzazione dipenderà anch’essa dal recupero post-operatorio. Tuttavia, le due trasferte presentano logistiche diverse; il percorso in Sud America è più esteso ma previsto con un margine di tempo più ampio rispetto alla visita di Assisi.
Le prossime comunicazioni dalla Sala stampa vaticana saranno decisive per chiarire la data dell’intervento, il periodo di ricovero e la possibile conferma o rinvio della visita. Fino ad allora, la comunità di Assisi ha già espresso gratitudine al Pontefice per la sua trasparenza e ha lanciato un appello di preghiera: “Preghiamo per Leo”. Il destino della trasferta rimane



