Il 26 settembre il piccolo borgo di Deruta si è trasformato in un vero centro di solidarietà. Una cena di beneficenza, promossa dall’associazione Il cielo è blu sopra le nuvole ha raccolto più di 400 partecipanti, tra loro medici, familiari e residenti, tutti uniti da un unico obiettivo: dare voce al valore della donazione di organi e offrire sostegno concreto a chi ha attraversato il percorso di trapianto.
La cerimonia e le parole che hanno guidato l’incontro
Durante la serata la presidente dell’associazione, Marianna Mancini, ha ricordato la storia di Azzurra Canestrelli, la figlia che nel 2024 ha affrontato un doppio trapianto di fegato e reni presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Le parole “l’amore genera amore e anche quando arrivano le nuvole il cielo non smette mai di essere blu” hanno risuonato come un invito a non arrendersi mai, sottolineando l’importanza di una comunità unita.
Medici del Bambino Gesù e altri interlocutori
All’evento hanno partecipato diversi specialisti dell’ospedale Roma, tra cui il dottor Marco Spada, responsabile di Chirurgia Epato-bilio-pancreatica e dei Trapianti Addominali, la dottoressa Livia Monti, capace dell’Unità Operativa Semplice di Imaging digerente, Andrea Pietro Battista e Claudia Della Corte, entrambe impegnate nella Struttura Semplice di Epatologia e Clinica dei Trapianti. Presenti anche il presidente provinciale di Aido, Giulio Villani, e la dottoressa Elisabetta Franciosini, responsabile del Coordinamento Locale Procurement dell’Ospedale di Perugia, che hanno evidenziato il ruolo cruciale della cooperazione interregionale nella gestione delle donazioni.
Progetti e iniziative dell’associazione
L’associazione Il cielo è blu sopra le nuvole ha illustrato le proprie attività recenti: la donazione di una culla di rianimazione al reparto di Neonatologia dell’ospedale di Foligno e il finanziamento del progetto Nave Italia frutto della collaborazione tra la Fondazione Tender to Nave Italia Onlus e il Bambino Gesù. A bordo della nave, i giovani con disabilità o a seguito di gravi terapie, come i trapiantati, vivono una “terapia avventurosa” che favorisce l’inclusione sociale e la ricostruzione della fiducia in sé stessi.
Il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, ha concluso la serata ribadendo che l’iniziativa non si è limitata a una semplice cena, ma ha rappresentato un gesto concreto di solidarietà. Ha espresso gratitudine verso l’associazione, i volontari e tutti i presenti, ricordando che “nessuno deve sentirsi solo” quando la comunità si stringe attorno a chi ha bisogno.



