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Memoria e prevenzione: il 26 settembre 1997 a distanza di 29 anni

A ventinove anni dal terremoto, la Regione Umbria onora le vittime e ribadisce la necessità di prevenire nuovi rischi.

Memoria e prevenzione: il 26 settembre 1997 a distanza di 29 anni

Il 26 settembre 1997 l’Appennino umbro-marchigiano fu scosso da due violente scosse sismiche che segnarono una delle giornate più drammatiche della storia recente della regione. Le vibrazioni, avvenute rispettivamente alle 2.33 e alle 11.40, causarono la perdita di undici vite lasciarono migliaia di persone senza casa e provocarono danni ingenti al patrimonio storico-artistico di centri come Assisi, Perugia e Foligno. Oggi, ventinove anni dopo, la memoria di quegli eventi è ancora viva nella coscienza collettiva, soprattutto grazie alle iniziative commemorative promosse dalle istituzioni regionali.

Le due scosse del 26 settembre 1997 e le conseguenze umbro-marchigiane

La prima scossa, registrata alle 2.33, ebbe una magnitudo di circa 5.7, interessando in primis la zona di Colfiorito, al confine tra Umbria e Marche. Dopo poche ore, alle 11.40, la terra tornò a tremare con una magnitudo più elevata, di circa 6.0, aggravando i danni già in atto. L’intera area appenninica, compresa tra gualdo tadino a nord e Norcia a sud, subì una serie di scosse secondarie che durarono mesi, coinvolgendo 48 comuni e provocando il crollo di edifici civili, religiosi e culturali.

Il crollo nella Basilica di San Francesco ad Assisi

Tra le immagini più toccanti, quella del crollo parziale della volta della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi. Durante la scossa delle 11.40, parte della volta affrescata cedette, travolgendo quattro persone che si trovavano all’interno per verificare i danni delle scosse precedenti: padre Angelo Api il postulante Zdzislaw Borowiec e i tecnici della Soprintendenza Bruno Brunacci e Claudio Bugiantella. Il dramma di Assisi rimane una delle testimonianze più dolorose del sisma, simbolo di una perdita sia umana che culturale.

Commemorazione regionale: parole della presidente Stefania Proietti

Il 26 settembre 2026, durante una messa commemorativa tenutasi a Perugia, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti ha ricordato le vittime sottolineando che “ci sono date che restano impresse nella memoria collettiva”. Ha rivolto il pensiero alle undici persone scomparse, alle loro famiglie e a tutti i cittadini costretti ad abbandonare le proprie case. Proietti ha ribadito che, pur passando il tempo, il dovere di memoria non si affievolisce ma, al contrario, rafforza la responsabilità di trasformare il ricordo in impegno concreto per la sicurezza delle comunità.

Impegni concreti per la sicurezza sismica

Nel suo intervento la presidente ha richiamato l’esperienza maturata nella ricostruzione post-sisma, evidenziando che la ricostruzione riguarda la vita delle persone, i legami sociali e l’identità delle comunità. Ha poi illustrato le azioni intraprese dalla Regione Umbria investimenti nella conoscenza del territorio, aggiornamenti delle norme antisismiche per gli edifici, interventi di messa in sicurezza nelle scuole e nella tutela del patrimonio storico. Proietti ha concluso affermando che il modo più autentico per onorare le vittime è ridurre i rischi e proteggere la vita delle persone un impegno che la Regione intende mantenere per le generazioni future.

Il ricordo del 1997, oltre a mantenere viva la memoria di chi non c’è più, diventa così un motore di azione per una prevenzione sismica più efficace. La solidarietà mostrata nei momenti di crisi, la dedizione di vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine, volontari e tecnici, continua a rappresentare un punto di riferimento per la cultura della sicurezza nella regione. Con la commemorazione, l’Umbria ribadisce la propria determinazione a non dimenticare, ma a trasformare il passato in una guida per un futuro più sicuro.

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