Il Younes Ebnoutalib è tornato al centro dell’attenzione calcistica dopo essere stato inserito nella lista dei convocati da Jürgen Klopp per la prossima finestra della Nations League. L’attaccante tedesco, attualmente titolare dell’Eintracht Francoforte ha attraversato una delle esperienze più dure per un giovane professionista: una stagione nella Serie C italiana con il Perugia dove ha definito il proprio soggiorno una vera “prigione”.
L’esperienza a Perugia: promesse infrante e vita da “prigione”
Arrivato a Perugia nell’estate del 2022 all’età di 19 anni, Younes aveva grandi speranze. Un agente poco affidabile gli aveva assicurato un rapido ingresso nella prima squadra del club, allora militante in Serie B. La realtà fu ben diversa: il giovane fu assegnato alla Primavera, dove nella stagione 2022/23 collezionò 23 presenze, 4 reti e 3 assist. Il contrasto tra le promesse e la realtà iniziò a farsi sentire già fuori dal campo.
Condizioni di vita e isolamento
Lo stipendio di 800 euro al mese, di cui 450 destinati all’affitto di una casa condivisa con altri nove compagni, si rivelò insufficiente. L’alloggio, descritto dallo stesso Ebnoutalib come “una vera catapecchia”, ospitava muffa, scarafaggi e un bagno in pessime condizioni. La lingua italiana rimaneva un ostacolo, il che ha alimentato un senso di isolamento definito dallo stesso calciatore “simile a una prigione”.
Il breve passaggio in prima squadra
Con la retrocessione del Perugia in Serie C, l’attaccante ebbe l’opportunità di allenarsi con la prima squadra, ma il sogno durò pochi minuti. Durante il primo allenamento l’allenatore lo allontanò urlandogli contro, lasciandolo con la sensazione di essere stato “trattato come un cane”. Il contratto, previsto fino al 2028, lo legava al club; una voce di un consigliere serbo persino lo minacciò di morte al telefono quando cercò di rescindere anticipatamente. Alla fine, però, riuscì a chiudere il rapporto, totalizzando solo 15 minuti di gioco contro la Lucchese e due apparizioni in Coppa Italia di Serie C.
La rinascita in Germania: da Regionalliga alla Bundesliga
Nel gennaio 2024, privo di contratto, Ebnoutalib si trasferì in Germania, dove accettò un ingaggio nella Regionalliga con il Gießen. Nonostante il livello inferiore, i 6 gol segnati in 19 partite attirarono l’interesse dell’Elversberg, club di Zweite Bundesliga. Il passo successivo fu decisivo per la sua carriera.
Il salto con l’Elversberg e la promozione
Con l’Elversberg Ebnoutalib mostrò subito un fiuto da marcatore: 12 reti in 17 partite nella stagione 2025/26 contribuirono alla storica promozione del club in Bundesliga. La sua capacità di trovare la rete, anche in momenti di grande pressione, lo rese uno dei protagonisti del salto di livello.
Il trionfo con l’Eintracht Francoforte
Gennaio 2026 segnò il trasferimento definitivo all’Eintracht Francoforte. Dopo un infortunio al ginocchio che lo tenne lontano dal campo per due mesi, l’attaccante tornò in forma e, nelle prime quattro giornate di Bundesliga, realizzò quattro reti, posizionandosi accanto ai migliori marcatore del campionato. I numeri impressionanti hanno catturato l’attenzione dei dirigenti nazionali.
La convocazione di Jürgen Klopp e il futuro nella nazionale tedesca
Il tecnico Jürgen Klopp alla ricerca di volti freschi per ricostruire una nazionale dopo l’ultima deludente performance in mondiale, ha inserito Ebnoutalib nella lista dei convocati per le due prime partite della Nations League contro Olanda e Grecia. La chiamata è arrivata dopo che il giovane fu contattato anche dal Marocco, grazie al padre, ex medagliato d’argento al taekwondo alle Olimpiadi di Sydney 2000.
Scelta tra Marocco e Germania
L’attaccante, nato a Francoforte da genitori di origine marocchina, ha valutato la proposta della federazione del Marocco, ma ha deciso di rispondere all’appello di Klopp sostenendo che “quando chiama la Germania non si può dire di no”. Il suo esordio, previsto per la prossima partita, rappresenta non solo il ritorno di un talento dimenticato, ma anche la conferma che una carriera può risorgere anche dopo le esperienze più dure.



