21 Settembre 2026 🌤 25°

Brescia domina l’export, mentre Taranto cade fuori dalla top 20

Le province italiane mostrano percorsi opposti nell'export di acciaio: Brescia sale, mentre Bergamo cade.

Brescia domina l’export, mentre Taranto cade fuori dalla top 20

Il export siderurgico italiano ha mantenuto la sua presenza sui mercati esteri nel primo semestre del 2026, avvicinandosi ai 7 miliardi di euro. Il valore totale delle esportazioni dei primi dieci poli siderurgici è passato da 6,7 miliardi a 6,9 miliardi, segnando una crescita dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. A livello nazionale, tuttavia, l’export complessivo è leggermente diminuito dello 0,1% in valore, mentre le quantità sono aumentate dello 0,2%, fenomeno attribuito alla riduzione dei prezzi di vendita.

Il confronto tra le province evidenzia un panorama molto eterogeneo: mentre alcune regioni registrano incrementi a doppia cifra, altre subiscono forti contrazioni. In particolare, Brescia conferma il primato, guidando la classifica con un valore di 1.077.020 milioni di euro, per un aumento del 7,1%. Al suo fianco, Udine resta al secondo posto con un +5,3%, e Cremona si distingue per il più alto tasso di crescita, +12,6%.

Crescita complessiva e differenze tra i primi dieci poli

I primi dieci poli hanno contribuito per 6,855.890 milioni di euro, superando di appena 0,2 miliardi il risultato del 2025. La classifica mostra spostamenti notevoli: Milano sale di due posizioni, mentre Reggio Emilia guadagna un posto. Al contrario, Bergamo perde due posizioni, e Lecco ne scende una.

Movimenti nella classifica provinciale

Tra i leader, Brescia registra 1.077,0 milioni di euro (+7,1%); Udine 980,5 milioni (+5,3%); Cremona 872,7 milioni (+12,6%). Tra le province in calo, Mantova scende del 5,8% a 721,2 milioni, Bergamo registra una contrazione drastica del 19,5% (577,7 milioni) e Lecco perde il 3% (430,2 milioni). Milano risale al quinto posto con 622,6 milioni (+4,5%), Vicenza rimane stabile a 611,9 milioni, Terni cresce del 7,8% (493,4 milioni) e Reggio Emilia sale dell’11,1% (468,7 milioni).

Le prospettive di Bergamo e di Taranto: cali marcati

Il calo più marcato è evidenziato da Bergamo la cui esportazione è diminuita del 19,5%, con una perdita di quasi 140 milioni di euro rispetto al semestre precedente. Questo declino ha comportato la perdita di due posizioni in classifica. La situazione è ancora più preoccupante per Taranto sede di Acciaierie d’Italia, che rimane fuori dalla top-20. L’export di Taranto è crollato dell’86,5% nel primo semestre del 2026, passando da 42 milioni di euro nel 2025 a soli 5 milioni di euro, dopo una precedente flessione del 40,3% nel 2025 rispetto ai 362 milioni del 2022.

Importazioni: la diminuzione delle forniture extra UE e l’effetto Cbam

Sul fronte degli acquisti, i primi dieci poli hanno ridotto le importazioni del 9,2%, passando da 5,8 a 5,3 miliardi di euro, un decremento di circa 500 milioni. A livello nazionale, le importazioni di prodotti siderurgici sono scese del 13% in valore e del 15,9% in quantità. Le forniture provenienti da paesi extra UE hanno registrato una caduta del 22,5% in quantità, contro un calo del solo 2,1% da parte dei fornitori dell’UE. L’Ufficio Studi siderweb collega questa riduzione al nuovo regime del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) che sta influenzando le scelte di approvvigionamento.

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