L’industria siderurgica italiana si trova di fronte a una crisi senza precedenti. Il Gruppo Arvedi ha lanciato un allarme preoccupante: i costi energetici insostenibili stanno mettendo a rischio la continuità produttiva e la sostenibilità economica di Acciai Speciali Terni (Ast).
In un contesto di forte concorrenza europea le aziende italiane si trovano svantaggiate a causa di un mercato energetico particolarmente penalizzante. Il Gruppo Arvedi ha sottolineato che, senza interventi urgenti, la situazione potrebbe avere conseguenze gravi sull’occupazione e sulla competitività dell’azienda.
I costi energetici e il divario con l’Europa
Il costo dell’energia per Arvedi Ast è attualmente di circa 128,54 euro al MWh un valore significativamente più alto rispetto ai 87,58 euro della Spagna e agli 85,65 euro della Germania. Questo divario abissale incide pesantemente sui costi di produzione, mettendo a rischio la competitività dei prodotti di Ast sul mercato europeo.
“Non chiediamo condizioni di favore, ma che un’impresa italiana che compete sul mercato europeo possa acquistare energia a condizioni comparabili con quelle dei propri concorrenti”, ha dichiarato il Gruppo Arvedi. L’ampliamento del differenziale di costo dell’energia rispetto ai maggiori concorrenti europei comporta un aumento dei costi di produzione così rilevante che, se trasferito sui prezzi di vendita, metterebbe i prodotti di Ast fuori mercato.
Le misure richieste per garantire la competitività
Per affrontare questa crisi, il Gruppo Arvedi ha identificato alcune misure fondamentali già formalizzate nell’Accordo di programma del 2025. Tra queste, l’accesso a una quota dell’energia idroelettrica prodotta in Umbria dalla centrale di Galleto a condizioni economiche competitive e coerenti con gli effettivi costi di generazione dell’impianto.
Un’altra misura cruciale è l’introduzione e la piena operatività del contributo per l’utilizzo del rottame inossidabile. Queste iniziative sono considerate indispensabili per garantire la competitività di Ast e salvaguardare i livelli occupazionali.
Investimenti e piano di rilancio
Il Gruppo Arvedi ha già avviato un piano di investimenti di oltre 500 milioni di euro anticipando le tempistiche previste dall’Accordo di programma sottoscritto con le istituzioni. Questo piano è finalizzato al rilancio della competitività di Ast attraverso il riequilibrio e l’ottimizzazione delle capacità produttive dello stabilimento, massimizzando la produzione di laminati a freddo e riducendo l’impatto ambientale dei processi.
“Il perdurare nel tempo di queste condizioni di mercato penalizzanti porterà inevitabilmente a misure che impatteranno la continuità produttiva”, ha avvertito l’azienda. La questione energetica non riguarda soltanto Ast, ma la possibilità per l’Italia di mantenere produzioni industriali strategiche, sostenendo investimenti, occupazione e transizione ecologica.
È fondamentale che le misure già individuate vengano attuate tempestivamente per garantire la sostenibilità economica e occupazionale di Ast.



