7 Ottobre 2026 🌤 12° Allerta arancione · pioggia · fino 8 Ottobre 23:59

Rapporto economico-sociale 2026: l’Umbria fra crescita e sfide

Il Rapporto AUR 2026 dipinge un'Umbria in movimento: dati positivi sul turismo e sull'occupazione ma anche criticità su produttività, salari e connessione tra formazione e imprese

Rapporto economico-sociale 2026: l’Umbria fra crescita e sfide

Presentato il Rapporto economico-sociale 2026 dell’Agenzia Umbria Ricerche, il documento che traccia uno stato dell’arte regionale e propone elementi per la programmazione politica. L’evento, svoltosi il 26 maggio 2026 a Perugia, ha visto la partecipazione della presidente della Regione Stefania Proietti, della presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, del vicepresidente Tommaso Bori e dell’amministratore unico di AUR, Marco Damiani. Il Rapporto, intitolato “Umbria in movimento: dinamiche e traiettorie in trasformazione”, si propone come strumento di conoscenza utile alle decisioni pubbliche e anticipa dati utili per il bilancio autunnale.

Nel complesso il testo restituisce una regione che mostra segnali di resilienza ma anche criticità radicate: crescita economica contenuta, divari salariali e nodi legati alla produttività. Il documento unisce analisi macroeconomiche a approfondimenti su mercato del lavoro, turismo, innovazione e aree interne, ponendo al centro la necessità di trasformare conoscenza e capitale umano in valore economico e occupazionale. La presentazione ha sottolineato come sia fondamentale non perdere i giovani attratti dalle università umbre e offrire loro prospettive concrete sul territorio.

Sintesi del rapporto e numeri chiave

Il Rapporto fotografa un’Umbria che si sta gradualmente riprendendo: l’economia regionale è tornata a crescere a ritmi prossimi all’1 per cento annuo, mentre l’occupazione è salita nel 2026 a circa 377.800 unità, con una crescita annua dell’1,3 per cento. Il turismo ha segnato risultati record, raggiungendo nel 2026 circa 7,9 milioni di presenze e oltre 3 milioni di arrivi. Tuttavia permangono problemi strutturali come sovraistruzione, forme contrattuali fragili e un gap di produttività rispetto alla media nazionale: elementi che limitano la capacità di generare salari migliori e posti di lavoro qualificati.

Occupazione, qualità del lavoro e divari

Tra i temi più evidenziati dal Rapporto emergono la partecipazione femminile rafforzata e il miglioramento dei livelli occupazionali, ma anche persistenti divari di genere e criticità salariali. Il documento mette l’accento sulla necessità di collegare meglio formazione, innovazione e domanda qualificata di lavoro: senza questo raccordo le risorse umane rimangono un potenziale non pienamente valorizzato. Rafforzare la qualità del lavoro significa investire su percorsi professionali stabili, politiche attive per l’occupazione e incentivi alla trasformazione digitale delle imprese umbre.

Sfide per il futuro: aree interne e diversificazione economica

La presidente Proietti ha richiamato l’obiettivo di costruire una regione che cammini unita, capace di riconoscersi come regione multicentrica, dove le aree interne non siano margini ma motori di sviluppo. Per questo il Rapporto suggerisce di puntare su infrastrutture, rete dei servizi e politiche per l’attrattività territoriale. La transizione verso un’economia meno dipendente dal turismo e più orientata verso manifattura di qualità, industria e servizi avanzati richiede investimenti strutturali, semplificazioni amministrative e riforme mirate.

Turismo e complementarità settoriale

I dati turistici record del 2026 rappresentano una risorsa importante, ma il Rapporto evidenzia che il turismo da solo non basta. È necessario che il settore dialoghi con l’industria, la manifattura e l’innovazione locale per creare occupazione stabile e diversificare l’offerta economica. Strumenti come la ZES possono giocare un ruolo decisivo se accompagnati da politiche di welfare, sanità e servizi che rendano l’Umbria un luogo competitivo per famiglie e imprese.

Proposte e priorità politiche

In chiusura il Rapporto viene indicato come guida per le scelte di governo: anticipare i dati ha lo scopo di orientare la programmazione regionale e il bilancio autunnale. Tra le proposte emergono misure per favorire l’innovazione nelle imprese, incentivi per trattenere i giovani laureati e rafforzamento dei collegamenti tra università e mondo produttivo. L’obiettivo comune dichiarato dalle istituzioni è costruire una Umbria più equa e inclusiva, capace di trasformare conoscenza, coesione sociale e capitale umano in sviluppo sostenibile e opportunità occupazionali per tutti.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Perugia adesso

ULTIMO SISMA
M 1.5
5 km SW Sefro (MC) · 2 ore fa
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 7 Ottobre