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Natalità in Umbria: il calo drastico delle nascite dal 2008 al 2026

In Umbria le nascite sono crollate del 46% in 17 anni. Scopri come è cambiata la popolazione e quali sono le prospettive future.

Natalità in Umbria: il calo drastico delle nascite dal 2008 al 2026

L’Umbria sta vivendo una profonda crisi demografica. I dati più recenti rivelano un calo drastico delle nascite che ha caratterizzato l’ultimo decennio e mezzo. Un fenomeno che ha radici profonde e che richiede un’analisi attenta per comprenderne le dinamiche e le possibili conseguenze.

Giuseppe Coco, dell’Agenzia Umbria ricerche ha analizzato l’evoluzione della natalità, della mortalità e del saldo naturale della regione, utilizzando i dati Istat. Il quadro che emerge è preoccupante, ma anche ricco di spunti di riflessione.

La traiettoria discendente delle nascite

Negli anni Duemila, l’Umbria aveva conosciuto un periodo di crescita demografica. Nel 2000 le nascite erano 6.786, per raggiungere il picco di 8.271 nel 2008. Un incremento del 20% in meno di un decennio. Tuttavia, dal 2009 la situazione ha iniziato a cambiare.

Il 2009 segna l’inizio di una fase di declino che si è accentuata negli anni successivi. Nel 2013 le nascite erano ancora 7.375, ma nel 2014 sono scese a 7.015. La discesa è continuata in modo sempre più marcato: 6.542 nel 2015, 5.792 nel 2018, 5.268 nel 2026. Nel 2026 si è scesi sotto quota 5.000, con 4.926 nati. Nel 2026 si è registrato un ulteriore calo a 4.766, seguito da 4.725 nel 2026 e infine 4.442 nel 2026. Un calo complessivo del 46% rispetto al 2008.

Il calo del tasso di fertilità

Parallelamente al calo delle nascite, è cambiato anche il numero medio di figli per donna. Nei primi anni Duemila questo indicatore si attestava intorno a 1,2. Tra il 2006 e il 2013 è cresciuto fino a 1,4, ma dal 2014 ha iniziato a diminuire, stabilizzandosi intorno a 1,1 negli ultimi anni. Nel 2026 il dato è ancora 1,1.

Un altro aspetto significativo è l’aumento dell’età media delle madri al parto. Nel 2000 era di 30,7 anni, mentre nel 2026 è salita a 32,6. Questo fenomeno riflette cambiamenti sociali e culturali che hanno un impatto diretto sulla natalità.

La mortalità e il saldo naturale

Sul fronte della mortalità i dati mostrano un progressivo aumento. Nei primi quattordici anni del Duemila, il numero dei morti è rimasto sotto quota 10.000, tranne due eccezioni. Dal 2015, invece, la serie si è assestata su valori superiori a 10.000 unità annue.

Il saldo naturale cioè la differenza tra nascite e decessi, è costantemente negativo. Nel 2000 era pari a meno 2.303 unità, mentre nel 2026 è arrivato a meno 5.963. Nel 2026 si è leggermente ridotto a meno 5.834, per poi risalire a meno 5.901 nel 2026.

Questi dati evidenziano una tendenza preoccupante che richiede l’attenzione delle istituzioni e una riflessione approfondita sulle politiche demografiche. L’Umbria, come molte altre regioni italiane, deve affrontare la sfida di invertire questo trend negativo per garantire un futuro sostenibile alla propria popolazione.

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