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Sottopasso o multipiano? il caso Spoleto tra parcheggi e polemiche

Dubbi e numeri: la posta in gioco è la riqualificazione dell'area della stazione, tra accuse social e una mozione comunale

Sottopasso o multipiano? il caso Spoleto tra parcheggi e polemiche

La discussione pubblica intorno alla riqualificazione dell’area ferroviaria di Spoleto ha assunto toni molto accesi, intrecciando sensibilità urbanistiche e questioni politiche. Da un lato c’è il sindaco Andrea Sisti, sotto pressione dopo la polemica sulle cifre degli investimenti e una mozione di censura in Consiglio; dall’altro le due liste civiche che hanno diffuso un video virale, denunciando che il restyling della stazione comporterà la perdita di almeno 20 parcheggi. In questo contesto si è riacceso il confronto sulla mozione già approvata in Consiglio per realizzare un sottopasso che colleghi la stazione al parcheggio del PalaRota, proposta che ora attende approfondimenti tecnici.

La vicenda si è alimentata anche sui social: un post serale del sindaco ha rilanciato accuse di qualunquismo e ha evocato la responsabilità di diffondere notizie false, affermazione che molti hanno interpretato come un tentativo di censura. La polemica comprende elementi politici, tecnici e giuridici, ma rimane centrale la domanda pratica: quale soluzione garantisce più parcheggi, migliore accessibilità e minore impatto urbano?

La replica del sindaco e la reazione delle opposizioni

Il post pubblicato dal sindaco, condiviso nelle sue storie Facebook nelle ore notturne, ha suscitato immediata reazione. Nel messaggio Sisti ha bollato le critiche come disinformazione e ha sostenuto che rappresentare una realtà falsa può configurare un illecito. La forma e i contenuti del post, tuttavia, sono stati rimproverati anche all’interno della maggioranza per gli errori di sintassi e per l’uscita in cui il sindaco ha invocato ipotesi di reato senza specificarne la natura.

Il video delle liste civiche

Le liste civiche Alleanza Civica (con Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili) e Spoleto 2030 (rappresentata da Catanossi) hanno risposto con un video che ha superato le diecimila visualizzazioni, ribadendo il presunto rischio di perdita di parcheggi a partire dal prossimo autunno. Nel filmato le opposizioni mettono a confronto la loro soluzione del sottopasso pedonale con le alternative prospettate dall’amministrazione, sottolineando che una mozione comunale non è un gesto qualunquistico ma un atto d’indirizzo che necessita di verifica tecnica dagli uffici.

Le misure tecniche: il progetto di fattibilità

L’architetto Stefano Giannetti, autore dell’ipotesi progettuale, ha fornito chiarimenti che spostano il dibattito dal piano politico a quello tecnico. Giannetti precisa che si tratta di un progetto di fattibilità, quindi suscettibile di variazioni, e stima una tolleranza sulle misure del 10%, pari a circa 30-50 metri. Secondo il suo studio l’ipotesi di un unico sottopasso pedonale partirebbe dal binario 1 e richiederebbe circa 215 metri per raggiungere via Tito Sinibaldi, mentre l’arrivo fino al PalaRota si aggira sui 360 metri.

Confronti con altre stazioni e opzioni

Per mettere i numeri in prospettiva, Giannetti ha confrontato le distanze con altri centri ferroviari: il parcheggio di Foligno dista complessivamente circa 235 metri dalla stazione (con 175 metri di sottopasso), Orte circa 185 metri e Terni sempre intorno ai 185 metri ma con una passerella sopraelevata. Questi riferimenti servono a dimostrare che percorsi pedonali di centinaia di metri sono praticati altrove senza precludere l’uso del treno per eventi e pendolari.

Alternative, costi e ricadute urbane

La proposta alternativa rilanciata dall’amministrazione è un parcheggio multipiano vicino alla Scuola di polizia, stimato a circa 400 metri dalla stazione, oppure l’uso dei parcheggi della ex Spoleto-Norcia a circa 450 metri. L’architetto fa notare che la soluzione del sottopasso ridurrebbe le distanze di centinaia di metri rispetto a queste opzioni, con ricadute positive sulla fruibilità e sui costi per gli utenti, oltre a vantaggi non strettamente economici.

Tra i benefici indicati vi sono un aumento dei parcheggi gratuiti fruibili dai pendolari, il superamento della barriera fisica tra stazione e quartiere nord, la maggiore accessibilità agli Impianti sportivi (come PalaRota e piscina), la decongestione dell’area ovest della Scuola di polizia, il completamento della ciclabile Assisi-Spoleto-Valnerina e il rilancio di assi viari storici come quello verso San Sabino. Inoltre, la realizzazione di un sottopasso dotato di ascensori migliorerebbe l’accessibilità per persone con disabilità, rendendo potenzialmente il progetto interessante per RFI come partner.

La partita resta aperta e tornerà in Aula durante il prossimo Consiglio comunale fissato per lunedì 25, quando tecnici e consiglieri dovranno confrontarsi sui dati, sui costi e sugli impatti urbani. Al centro rimane la necessità che gli uffici comunali valutino con precisione la fattibilità dell’ipotesi, traducendo la mozione in un percorso operativo che bilanci esigenze di mobilità, tutela del territorio e sostenibilità economica.

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